Storia
La Val di Peio è nota per le acque minerali e per le miniere di ferro magnetite. Già i Romani e prima di essi i Galli sfruttarono forse queste miniere. I documenti affermano che nel febbraio del 1398 il principe vescovo di Trento Giorgio I concesse il diritto di cercare e di scavare metalli in Val di Sole. La Val di Peio risulta essere quindi terra di antica colonizzazione, dovuta alle risorse del sottosuolo. Era terra di passaggio verso la Lombardia attraverso il valico del Montozzo e verso la Valtellina, Bormio e la Svizzera attraverso il valico della Sforzellina. Era anche zona di passaggio di contrabbandieri. La conformazione geologica dei monti di Peio è la principale responsabile di una certa floridezza economica nell'epoca dal 500 - 600 fino alla metà dell'800, grazie alle estrazioni minerarie. La Valletta è stata terra di immigrazione ed emigrazione. L'attività mineraria fu monopolio di diverse famiglie lombarde, bergamasche e comasche, che si erano insediate in passato. La presenza del ferro è anche responsabile della mineralizzazione delle sorgenti d'acqua, la cui scoperta risale al XVI secolo. L'immigrazione fu di tale portata che ebbe una notevole influenza anche sulle condizioni glottologiche dei paesi di Ossana e Pellizzazano, luoghi dove i minatori vivevano con le famiglie.
La ricchezza di corsi d'acqua ha permesso l'avvio, negli anni venti del XX secolo, di un intensivo sfruttamento idroelettrico con la costruzione di bacini artificiali e di centrali di trasformazione dell'energia idraulica in elettrica. Per le tecniche costruttive del tempo, l'imponenza dei lavori e le quote di realizzazione, le due dighe del Careser (2600 m) e del Palù (1800 m) possono essere considerate opere grandiose. Forte è stato l'impulso economico portato da queste opere alle modeste condizioni delle famiglie locali impegnate nei lavori. Nei cantieri lavoravano oltre 1000 operai. Tipica della zona, in particolare di Celledizzo, era l'emigrazione stagionale dei parolòti, i ramai e calderai ambulanti che numerosi in autunno lasciavano il paese per percorrere le strade di città e di paesi nelle provincie padane.
(da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
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